ASPETTA PRIMAVERA BANDINI PDF

Libri in classe: John Fante, Aspetta primavera, Bandini! Fa parte di una serie di quattro romanzi autobiografici aventi come protagonista Arturo Bandini vero e proprio alter ego di John Fante, colto in varie stagioni della vita che comprende La strada per Los Angeles, Chiedi alla polvere e Sogni di Bunker Hill. Per ottenere la sua attenzione, ruba da casa un piccolo cammeo trovato in un baule, regalo del padre alla madre per il primo anniversario di matrimonio. Ma quando lo dona a Rosa in occasione del Natale, la ragazzina glielo restituisce con asprezza, rinfacciandogli di aver rubato.

Author:Dulrajas Faera
Country:Burkina Faso
Language:English (Spanish)
Genre:Marketing
Published (Last):1 April 2019
Pages:480
PDF File Size:13.10 Mb
ePub File Size:16.59 Mb
ISBN:244-1-86161-893-2
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Copyright , , Joyce Fante. Copyright , Marcos y Marcos, Milano. Prima edizione, settembre Seconda edizione, gennaio Terza edizione, gennaio Quarta edizione riveduta e corretta, novembre Su concessione Marcos y Marcos. John Fante. Avanzava, scalciando la neve profonda. Era un uomo disgustato. Aveva freddo, e le scarpe sfondate. Quella mattina le aveva rattoppate con dei pezzi di cartone di una scatola di pasta. Pasta che non era stata pagata. Ci aveva pensato proprio mentre infilava il cartone nelle scarpe.

Detestava la neve. Faceva il muratore e la neve gelava la calce tra i mattoni che posava. Era diretto a casa, ma che senso aveva tornare a casa? Anche da ragazzo in Italia, in Abruzzo, detestava la neve. Niente sole, niente lavoro. Le montagne erano un gigantesco abito bianco caduto come piombo sulla terra. Doveva costruire un camino in una baita. Ma il tetto della baita era crollato sotto il peso della neve soffocante. Non capiva per quale ragione non se ne andava in California.

Al numero di Walnut Street, Rocklin, Colorado. Occhi scuri, occhi languidi, occhi di donna. Ed era toccato a Svevo avere languidi occhi scuri. Svevo Bandini pesava settantadue chili, e aveva un figlio, Arturo, che amava accarezzargli le spalle vigorose per sentirle guizzare. Talora le grafie italiane sono alterate nel testo. Ne diamo la versione corretta.

Che occhi, per una moglie! Maria conosceva il significato della parola anima. Lo aspettava un letto candido, in cui giaceva la moglie, tiepida e trepidante, mentre lui prendeva la neve a pedate e pensava a qualcosa che un giorno avrebbe inventato.

Ne aveva realizzato uno in miniatura con delle scatole di sigari. Arturo aveva quattordici anni e possedeva una slitta. Svevo Bandini ebbe la sensazione che il freddo gli aggredisse le mani, come formiche in preda a frenesia. Quel piccolo bastardo.

Solo a demolizione avvenuta, gli venne in mente che la slitta gli era costata sette dollari e cinquanta. Sette dollari e cinquanta fatti a pezzi. Del resto ne desiderava una nuova. La casa non era pagata. Era la sua nemica, quella casa. Ogni volta che toccava la maniglia della porta, stessa storia. Ma in tredici anni si era stufato e infiacchito e la casa aveva guadagnato in arroganza. Il banchiere a cui apparteneva la casa era uno dei suoi peggiori nemici.

Helmer il banchiere. Helmer, i capelli grigi ordinatamente scriminati e le mani morbide, gli occhi da banchiere che parevano ostriche ogni volta che Svevo Bandini diceva di non aver soldi per pagare le rate della casa. Aveva dovuto farlo molte volte, e le mani morbide di Helmer gli davano sui nervi.

Impossibile parlare a un uomo della sua razza. Odiava Helmer. Non era sua la casa, e gli bastava toccare la maniglia della porta per ricordarsi che non gli apparteneva. Lei si chiamava Maria, e il buio era luce a confronto dei suoi occhi neri.

Quando si mise a sedere, le ginocchia scricchiolarono. La stanza era gelida. Imbuti di vapore gli uscivano dalle labbra, ad ogni respiro. Sbuffava come un lottatore, alle prese con le stringhe delle scarpe. Sempre la stessa storia con quelle stringhe. Dio bono! Vergine santa! Arrabbiarsi lui? Dio che voglia di spaccare un vetro con un cazzotto!

Le stringhe! Quando il freddo ipnotizza le dita, il nodo di una stringa sa essere ostinato come filo spinato. Lei era Maria, e ogni macchia della biancheria del marito, ogni bottone, ogni laccio, ogni odore e ogni contatto, le inturgidivano le punte dei seni di una gioia che scaturiva dal profondo del cuore.

Erano sposati da quindici anni, Svevo sapeva parlare, e bene, di questo e di quello, ma raramente gli capitava di dirle ti amo. Lei era sua moglie, parlava raramente, ma lo aveva stancato a forza di ti amo. Se solo quella donna avesse qualche difetto che servisse a velare le sue debolezze.

Prendiamo Teresa DeRenzo. Ma non con Maria. E come? Un taglietto. Cosa significa niente di grave? Le si strinse maggiormente, affondando il viso fra le sue trecce. Sei viziato? Proprio un bel modo di ragionare! Certo che era viziato!

Teresa DeRenzo gli aveva sempre detto che era immorale, egoista e viziato. Tutte accuse che lo mandavano in brodo di giuggiole. Mentre Maria Cosa poteva saperne Maria? No, nemmeno le superiori. Adesso si chiamava Maria Bandini, ma da signorina faceva Maria Toscana, e non aveva mai terminato le superiori. Era la figlia minore di una famiglia con due femmine e un maschio.

Tony e Teresa, entrambi diplomati. Ma Maria? Era la notte del cinque dicembre. Un uomo ha bisogno di una moglie che lo stimoli, che lo ispiri e che lo faccia lavorar duro. Una moglie che scendeva sempre dal letto per badare ai suoi tre ragazzi.

Ah, che vita! Un full con una coppia di regine e aveva perso! Con la fortuna che si ritrovava, avrebbe potuto parlare anche al Padre Eterno! Svevo Bandini, invece, soffriva in solitudine, ma senza un dolore fisico, peggio, mentale. Che aiuto gli dava Maria? Gli chiedeva mai se soffriva in quei tempi difficili? Gli aveva mai chiesto: Svevo, amore mio, come se la passa la tua anima oggi? Sei felice, Svevo? Scarpe sfondate, sfortuna alle carte, niente lavoro, rischio di rompersi il collo per colpa di una maledettissima slitta: e lei pretenderebbe anche di passare un buon Natale?

Non era mica diventato miliardario! Ma avrebbe potuto se solo avesse sposato la donna giusta. Lui rise piano.

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